Grange Mouchecuite Backcountry
venerdì, dicembre 29, 2006, 11:09 AM
Poca neve, ma all'ombra buona. Questa affermazione che sembra dominare la fine del cosidetto anno olimpico mi ha portato a passare una giornata un po' alternativa alla ricerca di qualche linea da tracciare ben lontano dagli impianti di risalita. Essendo da sola devo scegliere un posto facile, innevato decentemente e surfabile a "vista" , ovvero senza incasinarsi tra linee di salita diverse da quelle di discesa. Scelgo quindi la valle di Rochemolles, sopra Bardonecchia verso il colle del Sommelier, e in particolare la zona delle grange Mouchecuite, aperta, panettonosa e surfabile, anche se di dislivello minimo (200 mt circa).
Arrivo sullo spot alle 10.30 circa. L'idea e' di seguire una linea in salita tracciata da altri cisaspolatori (pedoni suppongo, non vedendo altre tracce di tavole) fino alla strada della Decauville, dalla quale cerchero' un ipotetica linea nei prati attorno alle grange. Salendo ho la prima sorpresa: qualcuno ha tracciato gia' da quelle parti:
La neve sembra buona, trasformata in alcuni punti piu' soleggiati, ma all'ombra e' farinosa. La salita tra le grange e' piacevole anche se il freddo si fa sentire.
Lasciato il paesino si entra nel bosco. Continuo a guardare la traccia dello sciatore che si apre su un bel pendio. Ormai manca poco alla Decauville, e inizio a pensare da dove scendere. Vista la brevita' del tracciato, opto per fare due discese. Una lungo una mia linea, al sole, verso i prati, e la seconda lungo la linea in ombra dello sciatore.
Dunque eccoci in cima alla Decauville, ora utilizzata come pista di fondo. I (pochi) fondisti che la frequentano mi guardano incuriositi dall'oggetto che porto a spalle.
Percorro un pezzo di Decauville in piano verso la diga, alla ricerca di un apertura nei boschi. La trovo seguendo con gli occhi la traccia di una motoslitta, ma decido di fare la prima parte seguendo un canalino ombroso. Provo a tastare la neve e a capire se e' a rischio scarichi sedendomi a bordostrada e tastando la discesa con la tavola in backside. Ci sono dei sassi sotto ma la neve e' buona. Perdo un po' quota e son costretta a scegliere quella linea. E allora giu' nel canalino, il piu' veloce possibile.
Sento qualche pietra ma nulla di grave per la robustissima soletta della feelgood.
Finito il ripido continuo per i pascoli, sfrtuttando qualche ostacolo naturale per fare qualche saltino. Al sole la neve e' un po' crostonosa, ma si lascia surfare, anche perche' l'essere lontani dalla confusione delle piste, il silenzio, il fatto di passare dove nessuno e' passato prima sono soddisfazioni che lasciano passare in secondo piano l'avere powder perfetta.
Arrivata alla base rimetto le cisaspole e si risale, stavolta con l'idea di scendere prima nel bosco e poi lungo la linea dello sciatore vicino al paesino. Opto per salire di piu', per fare un pezzettino di Val Fredda. Non vado oltre perche' ormai sono quasi le 13 ed e' meglio non correre rischi, vista anche la copertura telefonica zero della zona.
Il primo tratto non e' male, stradina nel bosco un po' segnata dagli scialpinisti. Poi quando il bosco si fa fitto iniziano i problemi. La posizione a duck che devo abituarmi a tenere in ogni condizione non e' congegnale alle curve strette tra gli alberi, e sono costretta ad una caduta e a qualche cambio di lamina fatto con il didietro :) . Cmq appena passa il bosco la sofferenza viene premiata con alcune curve in una neve pefetta per poi entrare nel paesino, dove mi concedo qualche saltino su alcuni muretti. Altro pezzo bello, in mezzo alle case e poi si va verso il sole: purtroppo scendendo piu' in basso la neve trasforma, sono in vista della mia fenomenale Pandina 4x4 e decido di non andare oltre.
Un bel paio d'ore alternativo, in mezzo alla natura surfando neve tuttavia soddisfacente. Devo ringraziare il mio mezzo 4x4, la mitica Pandina che mi ha permesso di salire fino alle Grange Mouchecuite senza problmea alcuno
Ora e' tempo di ricaricare Pandina e tornare alla "civilta'" del turismo di massa .... ecco a ricordo di questa piccola gita la sottoscritta stanca, abbagliata dal sole che sembra primaverile ma felice e soddisfatta








