VetanClassic 2006 - Day 1
martedì, febbraio 28, 2006, 10:36 AM
La notte tra il 24/2 e il 25 passa quasi insonne, un po' per la curiosita' verso questa nuova esperienza un po' per l'altitudine. Le previsioni non sono buone, speriamo solo di vederci qualcosa e di poterci godere la discesa. In programma c'e' di salire fino a 2550 con il gatto, poi a piedi fino a 2800 circa. Ha nevischiolato tutta la notte, e la neve sembra buona. Poca ma buona, almeno si spera. Fuori il tempo e' nuvolo, ma la visibilta' sembra accettabile. Colazione, consegna di arva e ciaspole (di cui da buoni niubbi del backcountry eravamo sprovvisti) e poi via al gatto delle nevi. Gia' solo la salitella fino allo spiazzo da cui parte il gatto e' una fatica, si vede proprio che non siamo allenati. Ma l'entusiamo e' tanto, e si va.
Eccoci al gatto, nevischiola, la visibilta' e' scarsa, bah speriamo.
Ci si divide in due gruppi e si sale. E' la prima volta su un gatto delle nevi e c'e' da ammettere che fa un certo effetto. Arrivati a 2550 c'e' un bel nebbione, ma verso l'alto forse si intravede un po' di luce. Le prime difficolta' arrivano con l'indossare le ciaspole, non so assolutamente da che parte cominciare ! Fortuntamente sia gli organizzatori che gli altri partecipanti sono davvero disponibili a darci una mano, e il problema viene risolto.
Ora inizia il bello : la salita ! Ci dicono che dobbiamo raggiungere un roccione, che da dove ci troviamo sembra relativamente basso ... va beh si inizia a camminare. Dopo un po' di impacciamento iniziale e dopo aver capito che ci va l'alzatacco per andare in salita pian pianino seguo il gruppo stando nelle retrovie. E' faticosissimo, si sale subito dritti e il tempo non e' un granche'. Ma e' comunque bello, il tempo perturbato da' una sensazione di maggiore avventura e sfida alla gita. Dopo una prima sfacchinata di un centinaio di metri si inizia a vedere il cielo aprirsi ... Sembra incredibile, la giornata promette meglio di quanto speravo .... Pian piano arriva anche Ale ed eccoci con il fiatone alla prima tappa.
Ci riposiamo un po', dall'alto iniziamo a scorgere il resto del gruppo (il secondo giro di gatto) arrivare. Il cielo si apre, approfittiamo per fare un paio di foto. E' pazzesco quanto il posto sia simile, ma senza inpianti e forse ancora piu' ampio allo Jafferau di Bardonecchia:
Sembra il Ban ... ma senza impianti ...
Si riprende a salire. La seconda parte sembra piu' semplice, andiamo piu' spediti e riusciamo a tenere il passo degli altri. Il cielo pare aprirsi sempre di piu' , e' uno spettacolo. Si intravede quasi il Bianco .... E' impressionante quanto ci si possa sentire piccoli, una nullita' nei confronti delle immense montagne .... C'e' addirittura un po' di timore tra le mie sensazioni, timore e rispetto per l'ambiente che ci circonda. E' completamente diverso che andare vicino agli impianti ... una sensazione molto particolare che credo sia impossibile provare senza faticare.
E' veramente bello, salendo sul costone si vede anche l'altro lato ... piu' ripido e sicuramente piu' pericoloso ... chissa' se ci si puo' scendere.
Un'altro centinaio di metri e giungiamo alla cima. Presto si scendera'. Ci si guarda in giro, e' pazzesco. Sara' per il tempo perturbato con nuvole che girano e che lasciano intravedere il panorama solo a tratti ma sembra di stare su di un'altro pianeta. Non ho mai visto nulla di simile, e posso assicurare che ne valeva la pena. Non credevo che giungere in cima con le proprie gambe potesse portare ad una soddisfazione cosi' grande. Presto iniziera' la parte piu' divertente ed emozionate, la discesa. Gli organizzatori partono per primi, segnando il percorso (che poi sara' quello di gara) con bandierine verdi. Si parte distaziati per evitare pericoli, anche se il tracciato e' poco pendente. Si lancia prima Ale e poi la sottoscritta.
Le prime curve mi lasciano un po' smarrita. La neve e' un po' trasformata e molto veloce. Ho gia' trovato neve simile .... la cosa strana e' il nulla, il non avere punti di riferimento. E' incredibile non dover fare i conti con piste, paletti, reti , tracce altrui e quant'altro. Qui c'e' tutto lo spazio che possiamo desiderare, fin troppo .
Senza un riferimento non saprei che linea adottare, non conoscendo il luogo.
La discesa continua con un fantastico canalone tipo pipe naturale, seguito da pendii forse un tantino piu' pendenti nel bosco rado. La visibilta' peggiora ma pazienza.
Ancora qualche curva e purtroppo ci si ricongiunge alla linea del gatto,.
In basso la neve e' notevolmente piu' trasformata, ma comunque gestibile e ancora divertente. Presto si giunge in vista del "parcheggio" del gatto delle nevi ... la discesa e' finita ... 1000 mt di dislivello veramente unici. Siamo letterlamente a pezzi ma felici, esperienza sicuramente da ripetere ..... Ora ci aspetta il pranzo e' poi la presentazione su Arva e autosoccorso in valanga, in attesa dell'indomani quando, se le gambe ci arriveranno, non ci sara' piu' il gatto a darci una mano in salita ...
(to be continued - day 2)








