VetanClassic 2006 - Day 2
mercoledì, marzo 1, 2006, 05:30 PM
In teoria sarebbe il giorno di gara .... si fa per dire ....
La sera ci consegnano i pettorali .... categoria amatori (aka sfigati) ...
Continuiamo ad essere gli unici alla prima esperienza, nonche' tra i pochi sfigati (6 iscritti nella categoria amatori contro i piu' di 30 della agonisti ..).
Siamo letteralmente a pezzi, le intenzioni di partecipare sul serio sono davvero poche.
I quasi 300 mt del giorno prima ci hanno distrutto, figuriamoci se riusciamo a farne 600 ..
In compenso il tempo e' bello. La cosa ci incentiva a muoverci, e post colazione decidiamo di provarci .... Andiamo piano, tanto chissenefrega della gara, e' scontato che arriveremo ultimi ... vediamo quel che riusciamo a fare, se non altro faremo un po' di foto con il bel tempo.
Ci prepariamo ... io devo indossare l'arva e iniziano i problemi: non riesco assolutamente a capire come si mette, il giorno precedente sono stata fortunatamente aiutata, ma oggi volevamo arrivare alla partenza gia' pronti. Il tempo scorre, la partenza sarebbe per le 9 e io sono ancora li a capire come vanno le cinghie con Ale che cerca invano di aiutarmi.
Sara' la stanchezza/entusiasmo/curiosita', ma sembra volerci una laurea in ingengeria per indossare st'aggeggio che fa bip-bip.
Alla fine riesco nell'impresa e si parte, di corsa, verso la start-line.
Arriviamo in ritardo per un pelo, gli altri sono al via :(
Ci dicono di partire lo stesso (tanto ormai tutti han capito che saremo stati cmq ultimi, ma poco importa, gli organizzatori e tutti i partecipanti sono sempre stati molto disponibili a darci una mano :) ) .
Dunque pian pianino si sale, godendoci il panorama e cercando di non sbagliare tracciato.
Se non altro il cielo e' azzurrisimo e il panorama molto bello, non fa troppo freddo e i primi metri sembrano scorrere senza troppa difficolta' malgrado la stanchezza del giorno prima. Durante la salita, specie quando si fa piu' ripida, sono tantissime le tentazioni di prendere e di scendere tracciando una nuova linea. Brucia forte la voglia di abbandonare la salita per tirare qualche curvone, malgrado la neve piuttosto trasformata. Ma dobbiamo arrivare, anche se ultimi fino in cima bisogna provare ad arrivarci.
incrociamo il tracciato di discesa, e ci sorge il dubbio di essere alla "tappa niubbi". Non e' cosi' purtoppo, secondo me c'e' da salire ancora un po' e da superare uno scollinamento. Prendiamo fiato e facciamo qualche ulteriore passo in su, ma l'altitudine inizia a farsi sentire. Siamo sicuramente oltre i 2000 ... partiti da 1800 ... dove saremo ??? Non avendo modo di saperlo non ci resta che proseguire.
Con moooolta fatica e mooolte soste dopo un'ulteriore ora di ciaspolare intravediamo il gatto. Son gia' scesi tutti e gli organizzatori stanno levando le bandierine che tracciano salita e discesa ... Fortunatamente su ci aspetta ancora qualcuno.
Eccoci in cima, a pezzi ma soddisfatti dell'impresa !
Per un attimo temevo di dover "tracciare" da sola la discesa .... cosa chei puo' sembrare bella, ma quando ci si trova in un posto sconosciuto e selvaggio e' difficile (almeno per me) dimenticare l'immensita' dei monti nei confronti di noi piccoli riders. Non conoscendo la zona non vorrei sbagliare qualcosa o semplicemente perdermi ...
Non e' andata cosi' per fortuna, e Stefano (uno degli organizzatori) ci ha guidato verso giu' lungo il tracciato.
La discesa non e' bella come il giorno prima, la neve e' molto trasformata ma qualche buono spunto si trova ancora. Riesco anche a fare qualche saltino, ma le gambe fanno quel che possono. Resta in ogni caso una bella sensazione surfare in zone cosi' selvagge ....
L'arrivo e' praticamente su pista, e dopo il trasformato mi fa fin piacere riuscire a tirare due carvate e qualche saltino sui cambi, arririttura sul "flat" dell'arrivo giro un 180 e faccio l'ultima curva in fakie .... dimostrando (cosa strana) di essere l'unica "vagamente freestyler" del gruppo. (dimenticavo, il giorno prima all'arrivo ho trovato una specie di jump e me lo son fatta due volte .... ).
Stanchissima, crollo sentendo l'altoparlante che annuncia il mio vergognoso tempo ...
Pranzo (ci voleva), birrone (ci voleva), premiazione (va beh ... fa parte del gioco ...) e poi si torna a casa purtroppo.
Resta il tempo di scattare l'ultima foto al monte prima di lasciare Vetan.
E' stata un esperienza straordinaria, che auguro di ripetere a chiunque abbia la passione per il freeride e per la montagna. L'ambiente, le persone trovate, tutto e' stato veramente al top. Un ambiente tranquillo, diverso dal resto dello snowboard, forse per la maggiore consapevolezza di quel che si va a fare e del confronto con la Montagna.
Approfitto per ringraziare Stefano, gli organizzatori, e tutti i partecipanti che hanno sopportato la nostra imbranataggine. Speriamo di tornare l'anno prossimo, magari un po' piu' allenati e meno imbranati .








